Il lavoro nasce da fotografie dei primi ‘900 o da fotografie di donne degli anni ’40: il soggetto viene decontestualizzato per raggiungere una dimensione meno rivolta alle caratteristiche della persona ritratta e a rivelare un anonimato che lo contraddistingue solo come presenza fisica, umana.
Nei dipinti di grandi dimensioni le figure sono quasi assorbite dal fondo, dal paesaggio o da forme geometriche.
Da qui nasce un concetto di “piccolo universo” dove l’essere umano è solo un abitante temporaneo di una realtà fisica e spirituale di cui non ne è pienamente consapevole.
I dipinti di piccole dimensioni si concentrano su volti e ne colgono l’atemporalità, pertanto il sentimento dell’essere umano è immutabile nel corso del tempo.