Dipinti


La ricerca si basa su una necessità comunicativa che trascende l'individualità del soggetto rappresentato per creare un'interpretazione aperta allo sguardo dello spettatore.
Sebbene l'iconografia dei soggetti individui la fotografia di inizio secolo come spunto di riflessione artistica, il soggetto viene però decontestualizzato e dipinto in una forma essenziale per essere inserito in un ambiente naturale. La rielaborazione avviene fino a rivelare un anonimato che lo contraddistingue solo come presenza fisica in un tempo indefinito e perpetuo.
Nella materia pittorica ci si immerge dentro la casualità del gesto ma anche in una combinazione tra tensione, ricerca e tecnica che si fondono in un’unica imprevedibilità di esecuzione. Un vivere il mezzo artistico al di fuori degli schemi accademici e dell’espressionismo più audace, fonda le basi di questa ricerca artista.
Questa è rappresentata da una calibrazione della gestualità emozionale che porta la sensibilità tecnico espressiva ad un linguaggio slegato da ogni decifrazione ed è priva di ogni schema o errore pittorico, i quali non vengono contemplati. Lavorare con una pittura alla prima porta dentro tutte queste combinazioni che si manifestano in un unico tempo tutte insieme.
Viene ricercata l’immediatezza e la volontà di evidenziare ciò che è l’espressione dell’istante e del soggetto che è rappresentato. La pittura si caratterizza per una velocità e determinazione di esecuzione, ed assume valore espressivo e di incisività tecnica. Il gesto pittorico assume valenza di emozione ed è rivelatore di ciò che è di più oscuro alla materia.

(...) Elisa Filomena, invece, mi ha piacevolmente sorpresa tant’è gioioso il suo approccio nei confronti dell’arte e tanto sono contagiosi il suo entusiasmo e il suo slancio verso la pittura. Con assoluta e giustificata tranquillità, posso affermare che lei è la prima persona che riesce a parlarmi di sangue, morte e dolore con così tanto candore e leggerezza (che qui sta per genuinità d’animo e non per ingenua frivolezza). E’ la passione che la innalza, invece di appesantirla… In fondo, la paura, lo sgomento e lo smarrimento sono – da sempre – il più copioso nettare della creazione, il più ricco carburante del genio. Profondamente attratta dalla sacralità dell’arte, ciò che predilige è il dipingere quadri grandissimi – per misurarsi e mettersi alla prova ogni giorno, per amplificare i suoi messaggi e le sue percezioni. (...)

Sonia Gallesio, estratto critico della mostra collettiva Metamorfica, Corner Club, a cura di Giorgio Auneddu