Disegni


Nel disegno la ricerca si fonda essenzialmente sul volto umano, figure che nascono da fotografie del novecento in cui vi è una ricerca specifica dell’animo umano che è rappresentato simbolicamente dal volto. Informazioni di carattere, di genere, dettagli dell’individualità del soggetto vengono ridotti all’essenziale per lasciar modo allo spettatore di darne sua visione.
Il particolare della descrizione del soggetto è lasciato in secondo piano, in modo che forme, colori e gesti vengano in supporto ad una definizione pittorica mancante. Fondamentale è che non vi si riconosca lo specifico ma solo le infinite possibilità che il mezzo artistico dona con il lavoro della materia. In essa ci si immerge dentro la casualità del gesto ma anche in una combinazione tra tensione, ricerca e tecnica che si fondono in un’unica imprevedibilità di esecuzione.
Questa è rappresentata da una calibrazione della gestualità emozionale e un'esperienza disegnativa che porta la sensibilità tecnico espressiva ad un linguaggio slegato da ogni decifrazione ed è priva di ogni schema o errore pittorico, i quali non vengono contemplati.
I disegni si caratterizzano per l’uso preponderante dei pastelli dati con i polpastrelli delle dita. Il lavoro si concentra su una rarefazione del segno e una minimalizzazione delle forme, elaborando un'astrazione figurale. Sono disegni di dimensioni circa 50x40cm, incentrati sulla ricerca di un linguaggio personale mediato dalla conoscenza intima del disegno e dalla forte intensità viscerale vissuta nell'atto del fare.
Spesso sono figure in evanescenza disegnate con pastelli e grafite su carta bianca. Queste scompaiono e riappaiono filtrate dalla parte sconosciuta del pensiero creativo.