L’ispirazione nasce da fotografie di fine ‘800 e inizio ‘900, le prime immagini fotografiche dell’esistenza umana. Spesso sono figure in evanescenza disegnate con pastelli e grafite su carta bianca. Queste scompaiono e riappaiono filtrate dalla parte sconosciuta del pensiero creativo.

Cos’è il disegno? È un’immagine che si ottiene tracciando un insieme di segni su una superficie.
Ma c’è dell’altro: per la sua semplicità di esecuzione il disegno diventa “espressione” comunicando sentimenti e passioni ed Elisa Filomena esprime tutto ciò, sentimenti e passioni.
Prendendo spunto da immagini fotografiche dell’inizio del ‘900, Elisa Filomena rielabora i volti e le pose dei personaggi fotografati reinterpretandoli in un modo del tutto particolare, isolando il soggetto sulla campitura bianca del foglio di carta e mettendo in evidenza, di volta in volta, alcuni particolari corporei e non altri, a volte associando volti umani a rarefatti fiori, a volte rappresentando corpi volteggianti e volti umani in un galleggiare sinuoso ed inquietante.
Le due opere qui presentate e a confronto sono la rappresentazione ideale di un mondo onirico ed antico, di un mondo che non esiste più ma che ci portiamo ancora dentro, con le sue passioni, con le sue emozioni semplici ma intense.

Testo di Marcello Corazzini per l’evento UNICA© – one artist/one work/one day – CSA FARM Gallery Torino.