L’ispirazione nasce da fotografie di fine ‘800 inizio ‘900, le prime immagini fotografiche dell’esistenza umana. Spesso sono figure in evanescenza disegnate con pastelli e grafite su carta bianca. Queste scompaiono e riappaiono filtrate dalla parte sconosciuta del pensiero creativo.
- Il processo creativo prende vita pretestuosamente da ritratti di inizio ‘900 per manifestarsi in immagini atemporali nelle quali la definizione di ritratto non è più tangibile ma resta comunque un pretesto per definire una figura, un volto, che è tutto il contrario di tutto, ovvero una donna e un uomo come tanti e nessuno.
- Il lavoro si concentra su una rarefazione del segno e una minimalizzazione delle forme. Questo è avvalorato dall’uso di mascherine per contenere il colore e formare dei profili o dei volti quasi come nati da ombre.
- Opere su carta di medie dimensioni dove la pittura ed il disegno si fondono in un’unica modalità espressiva. La velocità d’esecuzione è data dalla concentrazione e dalla tensione emotiva; la ricerca dell’espressività si basa sulla forza del segno che senza ripensamenti e con un gesto diretto, conclude la fase creativa, che dà senso al tratto collegato alla forza del pensiero e del sentire.
- La ricerca è costituita da disegni e prende spunto da fotografie scattate attraverso le cabine fototessera degli anni ’60
- L’ispirazione nasce da fotografie di fine ‘800 e inizio ‘900, le prime immagini dell’esistenza umana, e prosegue con una ricerca costituita da disegni che prendono spunto da fotografie scattate attraverso le cabine fototessera degli anni ’60
- L’ispirazione nasce da fotografie di fine ‘800 e inizio ‘900, le prime immagini dell’esistenza umana








