Il lavoro nasce dalle immagini fotografiche di fine ‘800 inizio ‘900 per raccontare ed affrontare ciò che è nascosto agli occhi, utilizzando lo strumento pittorico vissuto come portatore di verità esistenziali, spesso invisibili alla mente umana. I supporti sono tele, sovente di grandi dimensioni.
- La narrazione pittorica si svolge in un flusso di coscienza, senza disegni preparatori e dipingendo direttamente con il pennello, ovvero alla prima, figure, paesaggi e animali che formano con gestualità e immediatezza il corpus della pittura profondamente sentita e vissuta con libertà e urgenza del creare.
- Il lavoro nasce da fotografie dei primi ‘900 o da fotografie di donne degli anni ’40: il soggetto viene decontestualizzato per raggiungere una dimensione meno rivolta alle caratteristiche della persona ritratta e a rivelare un anonimato che lo contraddistingue solo come presenza fisica, umana.
- Dipinti nati dall’accostamento di istanti e frames che racchiudono in un racconto momenti di una giornata o di una vita. La pittura si caratterizza per una velocità e determinazione di esecuzione, una pittura alla prima dove l’errore pittorico non è contemplato ed assume valore espressivo e di incisività tecnica.
- La ricerca si basa su diverse fotografie prevalentemente degli anni ’50 e ‘60, in cui viene indagato il linguaggio delle relazioni umane e nello specifico della coppia, delle forze e dell’intimità che nascono, scandagliandone senza paura la parte buia.
- Il lavoro nasce dalle immagini fotografiche di fine ‘800 e inizio ‘900 per raccontare ed affrontare ciò che è nascosto agli occhi
- Il lavoro nasce dalle immagini fotografiche di fine ‘800 e inizio ‘900 per raccontare ed affrontare ciò che è nascosto agli occhi
- Il lavoro nasce per raccontare ed affrontare ciò che è nascosto agli occhi, utilizzando lo strumento pittorico vissuto come portatore di verità esistenziali









